"Quella fu dunque la prima severa lezione impartitami dal mio maestro, una lezione che demolì il mio amor proprio. Se potevo essere battuto in quel modo, quante migliaia di anni luce mi separavano dall’ideale che intendevo raggiungere? ….Provai invidia per il mio compagno che non sapeva distinguere un cavallo da un alfiere, e ripresi in mano i miei libri di storia dell’arte, trovando un amaro conforto al pensiero che in fin dei conti gli scacchi non erano tutto nella vita.

Soffrii molti giorni della ferita inflitta al mio orgoglio. Nei confronti degli scacchi non provavo altro che una nausea infinita… Certo se avessi seguito gli impulsi di quel momento, la mia sarebbe stata la carriera più breve di tutta la storia degli scacchi".

Paolo Maurensig, La Variante di Lüneburg,

Adelphi, Milano, 1993.